TERMOX2, da Dubai a Parigi

Dopo l’esperienza espositiva a Dubai, crocevia globale tra tecnologia, sperimentazione e nuove visioni del futuro, TERMOX2 approda a Parigi portando con sé una ricerca ormai matura, stratificata e profondamente consapevole. La presenza nella capitale europea segna un passaggio significativo: dal contesto ipercontemporaneo e tecnologico del Medio Oriente a uno spazio simbolico carico di memoria storica e culturale, dove l’arte è da sempre chiamata a confrontarsi con il tempo, il corpo e la materia.

Con The Heat Within, TERMOX2 indaga il concetto di endurance come condizione limite dell’esistenza umana e tecnologica. Dopo due anni di lavoro sui più importanti circuiti endurance internazionali, la collezione si configura come una riflessione sul momento in cui il tempo smette di essere una misura astratta e diventa prova concreta, esperienza fisica, soglia mentale. Il numero delle opere — ventiquattro — richiama simbolicamente le ventiquattro ore come massima espressione della resistenza: un arco temporale assoluto in cui corpo, macchina e mente vengono spinti oltre il controllo, entrando in una dimensione di pura tenuta.

Attraverso fotografia e video termografici, per la prima volta riuniti in una collezione d’arte organica, TERMOX2 rende visibile ciò che normalmente resta invisibile: il calore come traccia primaria dello sforzo, del consumo energetico, della tensione vitale. Le immagini nascono da un lavoro sul campo, realizzato in contesti reali durante eventi endurance internazionali, senza mediazioni o ricostruzioni. Il calore non è effetto estetico, ma dato reale, registrazione diretta della presenza umana e meccanica nel momento dello sforzo estremo.

Il passaggio da Dubai a Parigi rafforza la lettura concettuale del progetto. Se a Dubai The Heat Within dialogava con un’idea di futuro, innovazione e tecnologia avanzata, a Parigi la ricerca si confronta con una dimensione più intima e riflessiva, in cui il calore diventa memoria, archivio sensibile, scrittura del corpo nel tempo. In questo contesto, la termografia assume un valore quasi archeologico: ciò che resta quando l’azione è finita, quando la macchina si ferma, quando il corpo ha superato il limite.

La ricerca di TERMOX2 si estende oltre la dimensione visiva, costruendo un ecosistema artistico ibrido. Ogni opera fotografica viene trasformata in opera fisica ed è accompagnata da un NFC che rimanda a un NFT unico, contenente il video originale associato all’immagine. Immagine statica, movimento e suono convivono in un’esperienza immersiva a 360 gradi, dove il digitale non sostituisce il reale, ma lo completa, lo certifica e lo rende tracciabile nel tempo. L’NFT diventa così parte integrante dell’opera: estensione narrativa e strumento di autenticazione.

The Heat Within introduce infine una dimensione etica e umana che rafforza il senso complessivo del progetto. Ogni opera è simbolicamente associata a un bambino orfano, e parte del ricavato della collezione è destinato a sostenere il suo percorso di vita. L’endurance, da condizione estrema, si trasforma in responsabilità; l’arte, da rappresentazione, diventa azione concreta.

In questa collezione, il calore non è soltanto un fenomeno fisico o tecnologico. È memoria, sacrificio, presenza. È ciò che rimane quando tutto il resto si arresta. Con The Heat Within, TERMOX2 porta a Parigi una ricerca che attraversa geografie, linguaggi e sistemi — da Dubai all’Europa — restituendo all’arte il compito di testimoniare ciò che resiste, nel punto esatto in cui il limite diventa esperienza.

Elisa Larese Moro

Storica dell’Arte