La Misura del silenzio, la dimensione dello sguardo.

Nel lavoro visivo di Giuseppe Giannotti, l’immagine si afferma come spazio di sospensione e di ascolto. Giornalista di formazione, Giannotti trasferisce nella pratica fotografica un’etica dello sguardo rigorosa e consapevole: ogni corpo è presenza, ogni immagine è racconto, mai esposizione gratuita.

La fotografia non è intesa come mestiere, ma come linguaggio necessario, capace di dare forma a ciò che la parola non trattiene. Il bianco e nero, scelta radicale e coerente, costruisce una grammatica essenziale fondata sulla relazione tra luce e corpo. La luce non descrive: suggerisce. L’ombra non nasconde: custodisce. Ne nasce una temporalità lenta, contemplativa, che invita lo spettatore a un incontro silenzioso e profondo con l’immagine, sottraendola a ogni consumo rapido.

Elisa Larese Moro

Storica dell’Arte