Tablinum: nutrire il pianeta significa, anche, fornire ad esso nuove energie mentali che contribuiscano alla sua crescita e rinnovamento, alimentando il prezioso che è in noi. Per questo Tablinum Cultural Management grazie all’ospitalità presso gli spazi di Villa Carlotta propone una rassegna di mostre d’arte dedicate alle opere di tre differenti artisti selezionate in base allo stile e al messaggio unico e indipendente. Grazie a un progetto curatoriale interattivo, capace d’interagire virtualmente con il visitatore, sarà possibile rivivere la genesi delle opere esposte, approfondirne le tematiche ed indagarne il significato. Contenuti speciali e testi curatoriali saranno consultabili direttamente attraverso i link disseminati nel percorso espositivo, con la nuova tecnologia dei QRCode.

GLI ARTISTI ESPOSTI:

ni convenzionali della rappresentazione. Un’anatomia spesso allungata o resa più compatta e corpi completamente glabri dallo sguardo splendidamente espressivo sono i tratti salienti dell’opera di Feuilloley Un’opera che pur rappresentando figure umane è ben lungi dal naturalismo del ritratto. L’occhio dell’artista è incapace di indugiare in superficie, non può astenersi dallo scandagliare l’interiorità dei suoi soggetti ed infine li denuda e non solo esteriormente. Eccoli comparire, caricature di moti d’animo perfettamente ritratti sulla tela.

Myriam Feuilloley

1-PhotoFEUILLOLEY-001La parola d’ordine è fantasia, ed è grazie ad essa che Feuilloley riesce ad appellarsi a quella che è la dimensione magica dell’essere in modo che nel suo linguaggio dominino i meccanismi dell’inconscio e del simbolico.

Attraverso le sue opere il mondo ci appare sublimato dalle sue ingannevoli apparenze e i suoi personaggi, denudati ci appaiono finalmente per ciò che sono grazie all’interiorizzazione della metamorfosi che ammiriamo sulle sue tele.

Nelle sue opere è sempre possibile recuperare una serie di livelli ed è questa la sfida che lancia l’artista allo spettatore che per comprendere al meglio dev’essere pronto a mettere in discussione se stesso in qualità di osservatore e al contempo soggetto. E’ così che dipingere si rivela per Myriam soprattutto un’esigenza interiore di comunicare la visione del mondo, un bisogno che porta ad una continua rielaborazione ed approfondimento del proprio stile.

Stephane Deguilhen

deguilheln StepahneCome liberare le forme intrappolate nella materia? La scultura di Deguilhen si colloca laddove la forma si incontra con l’assoluto di cui essa diventa espressione. Il suo è un linguaggio spontaneo che sgorga puro che reca l’impronta dello spontaneo incontro con la materia. Lo scultore sente pulsare nella materia grezza la sua essenza intrappolata: non deve fare altro che lasciarsi assecondare da essa per rivelarla al resto del mondo.

Il suo destino è quello di fare da tramite, di sentire in sé il paesaggio inglobarne ogni granello di pietra, ogni frastagliato contorno di montagna fino a trasformare il mondo che lo circonda nello stesso mondo interiore a questo punto la sua arte sgorga limpida e inarrestabile poiché essa fluisce direttamente dalla natura a lui e per tramite del proprio sguardo ogni radice, ogni pietra o materia ritrova la sua vera essenza.

Delle opere di Stéphane ammiriamo la spontanea rivelazione, lo schiudersi di un mondo finalmente senza più veli in cui non esiste alcun fato superiore, alcun mitologico demiurgo ma semplicemente si celebra la capacità dell’uomo di ritrovare il proprio legame primigenio con la natura in cui è immerso. Emblematico per il suo significato intrinseco è la testa del toro, prima scultura che Stéphane racconta di aver liberato dalla corteccia di un albero. Quasi una predestinazione; animale protagonista della Feria tipica della terra d’origine dello scultore; la pratica della tauromachia racchiude in sé un destino tragicamente drammatico e al contempo arcano:

Così come il pesate compito che grava sulle spalle del torero diventa quello di difendere un’ideale di bellezza e perfezione apollinea dalla vicinanza con la sinistra e ripugnante forza della bestia, sentita in tutta la sua ferina imprevedibilità così l’artista si cimenta con la materia per fissare in un istante di bellezza e perfezione ciò che in essa è di primo acchito confuso nel multiforme divenire del mondo.

Elisa Larese

IL CATALOGO

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Tablinum Cultural Management: i nostri progetti nascono dalla volontà di divulgare un modello culturale in cui il sistema dell’arte sappia comunicare valori fondanti che sorpassino le usuali logiche di mercato e riscoprano il valore primario della cultura quale nutrimento essenziale della coscienza umana. Per questo amiamo considerarci prima di tutto “impiegati della cultura”.